Magdi Cristiano Allam, fai spazio nel tuo cuore

La notizia della conversione di Allam ha fatto il giro del mondo. La risonanza in tutti i media è quasi scontata e fa discutere il battesimo avvenuto in mondovisone la notte di Pasqua in S. Pietro. Non mi stupisce la scelta del luogo e del giorno, entrambi hanno un’immensa carica simbolica per qualsiasi cattolico - diventata purtroppo subdolamente politica.  Mi stupiscono invece le dichiarazioni del ‘risorto’ Magdi cristiano Allam, che scrive che la conversione lo ha “liberato dalle tenebre di una predicazione dove l’odio e l’intolleranza nei confronti del “diverso”, condannato acriticamente quale nemico, primeggiano sull’amore e il rispetto del prossimo”. Continua con pacata fermezza dicendo che “se considerassi l’Islam una religione vera, buona, della moderazione, dell’amore e della vita non mi sarei convertito. Se l’ho fatto è del tutto ovvio che alla base c’è una valutazione negativa dell’Islam”. In un’intervista a Sky ha addirittura dichiarato di non ritenere moderati i 138 saggi musulmani che hanno scritto la famosa lettera aperta alle autorità religiose cristiane, da cui hanno preso spunto altre comunità nel mondo che si impegnano nel dialogo (come l’iniziative in corso in Bangladesh di cui ho scritto ieri: http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=11870&size=A). 

Non sono stata d’accordo con Allam su molte cose come sulla guerra in Iraq da lui appoggiata, ma sentirgli affermare “la natura fisiologicamente violenta di tutto l’Islam” mi lascia perplessa e mi dispiace profondamente. Mi dispiaccio per i molti che nel dialogo ci credono, e perché sembra che ogni incerto passo avanti sia seguito da atletici salti indietro.  

È giusto condannare violenze e soprusi anche quando sono figli di radicalismi e storpiature religiose. Ma l’onestà intellettuale vorrebbe che si lasciasse spazio – in primis dentro al proprio cuore e alla propria mente -  a testimonianze di quotidiane conquiste che rivelano la bontà, la verità, la moderazione e l’amore di molti musulmani.

È necessario pertanto non soltanto guardare alle brutture di questa povera umanità, bensì esaltarne la grandezza e il volto divino. Il mondo non ha bisogno di odio, bensì dell’amore che Magdi Allam ha cercato e trovato in Dio.

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